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“Il passaggio in evoluzione della psicoterapia nell’era mente-corpo”

Autore: Rita Cuoco
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9 gennaio 2026
“Anno nuovo, vita nuova” è una frase che suona bene, lo so. L’ho sentita dire mille volte, e forse anche tu ci hai creduto almeno una volta. Ma spesso fa più male che bene: sembra dire che, se non cambi tutto allo scoccare della mezzanotte, allora hai fallito. Io credo invece che la verità sia un’altra: la vita non si resetta a gennaio. E nemmeno tu. L’idea che il cambiamento debba avere una data precisa, un inizio ufficiale, una versione “migliore” di noi da raggiungere in fretta… semplicemente non tiene conto di come funziona la vita reale. Se il cibo è diventato il modo più immediato per calmare, anestetizzare o contenere ciò che senti, probabilmente conosci bene quella sensazione di voler “ricominciare”. Di voler diventare finalmente più forte, più controllata*, più diversa*. Voglio dirtelo con chiarezza: non c’è nulla di sbagliato in te. In certi momenti il cibo è stato un alleato, modo accessibile per gestire emozioni troppo grandi, troppo confuse, troppo sole. Non è una colpa ma strategia. La difficoltà nasce quando iniziamo a credere che per stare meglio serva una trasformazione totale, quando aspettiamo il momento perfetto per cambiare, invece di riconoscere quello reale in cui ci troviamo adesso. Io non credo che esista un “anno giusto” per iniziare, ma credo che esista solo il momento presente, così com’è. Cambiare non vuol dire azzerare da un giorno all’altro, mangiare bene , fare attività fisica tutti i giorni, cambiare vuol dire iniziare a guardarsi dentro con un po’ più di curiosità e un po’ meno giudizio. A volte il primo passo non è fare di più ma fermarsi un attimo, rallentare e prendere aria. Fermarsi e creare una piccola fotografia del proprio momento di vita, senza filtri e senza accuse.








